Sviluppo sostenibile, ecologia ed economia circolare

In un recente congresso un dirigente di una azienda famosa per la produzione e distribuzione di energia ha affermato che  per eliminare totalmente l’inquinamento da autoveicoli sarebbe  sufficiente installare su tutte le abitazioni italiane dei pannelli fotovoltaici. In tal modo, a suo dire, si avrebbe energia sufficiente per tutte le autovetture in circolazione. Questa espressione può essere considerata di certo utopistica ma non bisogna smettere di sperare in un miglioramento dell’aria nel nostro Paese.

Peraltro, e l’argomento riguarda praticamente tutto il mondo, le grandi aree metropolitane sono destinate ad avere nel tempo, per motivi ambientali,  solo mezzi pubblici o bici.

E sempre per quel che riguarda l’energia è annoso il dibattito sull’utilità delle pale eoliche: alcuni le considerano una bruttura del paesaggio totalmente inutile. Invece, come emerge da dati abbastanza attendibili, l’energia del vento (a costo praticamente zero) non è da trascurare affatto, anche se recenti fatti di cronaca hanno fatto emergere un diffuso malaffare sull’argomento.

Per fortuna in questo ultimo periodo sta cominciando ad avere un certo successo in Italia l’economia circolare e si è arrivati ad un progresso tale che si possono perfino riciclare  gli oli usati dei ristoranti per produrre carburanti industriali: questi vengono direttamente trasferiti ad aziende che li trasformano poi in combustibili.

A questo punto diventa un argomento interessante il cosiddetto Sviluppo Sostenibile in quanto ci vuole un corretto equilibrio fra la crescita e la compatibilità ambientale.

E’ infatti giusto che ci sia lavoro per tutti ed il progresso non si può fermare, ma i nostri mari ormai pullulano di microplastiche che finiscono purtroppo nella catena alimentare.

In relazione all’uso della plastica occorrerebbe comportarsi come da qualche decennio si è tornati a fare in Australia, Romania e Germania, ove si utilizza il vuoto a rendere sia per gli alimenti che per altri prodotti. Non sempre si tratta di vetro ma a volte può essere un particolare tipo di materiale simile alla plastica: viene utilizzato per circa dieci volte ed alla fine, quando diventa scarto, è completamente riciclabile. Negli ultimi tempi, anche in Italia,  si è deciso di  scoraggiare il commercio dei prodotti con il vuoto o l’involucro inquinante a perdere. Questa operazione è senza dubbio positiva ma ancora non del tutto soddisfacente. Proprio alcuni mesi fa, peraltro, lo scrivente si era complimentato con  il titolare di un negozio alimentare che si era messo a vendere solo prodotti sciolti e/o liquidi alla mescita. Purtroppo poco tempo dopo l’esercizio ha dovuto chiudere i battenti per  lo scarso volume di affari.

In qualche modo, alla fine, si arriverà comunque ad un equilibrato modo di vivere. Come accennato è indispensabile, ovviamente, occuparsi con serietà dei problemi ambientali ma non si può rinunciare alla crescita anche per il fatto che nel Paese ci sono fasce della popolazione decisamente bisognose di aiuto. Con una sempre più migliorabile governance e mettendoci molta buona volontà, si riuscirà a contemperare i due peculiari temi in quanto il popolo italico è di certo positivo e particolarmente creativo. E, come noto, la creatività ha una porta particolare: si apre quasi esclusivamente dall’interno.

di Angelo Brasi