L’arte contemporanea e il cinema. Un convegno a Roma

Organizzato da Economia H24, con la partecipazione del prof. Luigi Gentili, la prof.ssa Fabiola Cinque e Annamaria Gargani, si è tenuto il giorno 11 luglio 2018 un convegno  presso il caffè letterario di Roma, il “Mangiaparole”, ove due giovani hanno illustrato alcuni stili di arte contemporanea. Uno, Piermarco Parracciani che, fra gli altri, ha avuto modo di conoscere anche il grande poeta Achille Bonito Oliva ed in passato si era occupato degli albori della celluloide (cinema muto), ha presentato un libro dal titolo “Arte Contemporanea e Cinema”, riguardante sia le arti visive, che i rapporti fra la cinematografia classica e quella moderna.

L’altro, Andrea Sponchiado, del gruppo collettivo Dr. Mabuse (quest’ultimo è il famoso enigmatico personaggio cinematografico degli anni venti), ha presentato una rivista trimestrale con contenuti fumettistici ed ha tenuto a precisare l’orgoglio di aver prodotto un’opera cartacea senza alcun contributo digitale.

Il citato  prof. Gentili, nel sottolineare che l’abuso di internet atrofizza il pensiero critico al punto che con molta facilità si può arrivare anche a perdere la “consecutio temporum” nei ragionamenti, ha voluto precisare che la riproducibilità di opere, attraverso i social network, è da considerarsi antiartistica in quanto nei vari passaggi di condivisione si va a perdere  la connotazione dell’autore.

Ulteriori marcati dubbi sono emersi quando si è trattato di giudicare alcuni particolari musei. Il pubblico che ama l’arte controlla attentamente e con immensa emozione ogni ombra o raggio di luce che il rilievo della tempera (o vernice) sulla tela pone in evidenza. In questi nuovo futuristici ambienti (spesso con musiche inappropriate se non addirittura assordanti) anziché esporre le opere dal vero, vengono proiettate delle fredde immagini  virtuali.

Organizzare gallerie di arte contemporanea, infatti, che ha un fascino del tutto particolare, non vuol dire mostrarla al pubblico con incomprensibili sistemi ultra-moderni.

Dall’esempio dei due summenzionati giovani che all’apparenza sembravano molto diversi fra loro è emerso inoltre che l’artista non ha tempo e non ha età. Egli è tale in quanto il passato, il presente ed il futuro tendono in lui ad integrarsi senza soluzione di continuità. Il rapporto spazio/tempo per chi è magicamente permeato di arte è pertanto una mera ipotesi astratta.

di Angelo Brasi