M&A come strategia di crescita e strumento di creazione del valore

Le M&A (Merger & Acquisitions) rappresentano delle operazioni complesse che rientrano nell’ambito delle strategie di crescita dell’impresa per linee esterne. L’impresa cresce per linee esterne quando decide di sviluppare la sua attività non facendo perno sulle risorse che possiede internamente, a livello di know how e competenze (crescita organica), ma attraverso alleanze strategiche con altre aziende, fino a mettere in atto vere e proprie operazioni di acquisizione e fusione. Con il termine Merger, si intende l’operazione attraverso cui più società si “fondono” in una sola. Questo comporta la riduzione ad unità dei patrimoni di due o più società e la confluenza dei soci in un’unica struttura organizzativa. Ai sensi dell’art. 2501 del c.c., la fusione di più società può eseguirsi mediante la costituzione di una società nuova (cd. fusione propria o propriamente detta) ovvero mediante l’incorporazione in una società di un’altra (o più) società (cd. fusione per incorporazione). Con la fusione propria si ha l’estinzione legale delle società che partecipano alla fusione e i loro patrimoni vengono apportati in una società appositamente costituita e giuridicamente distinta dalle precedenti. Nel caso di fusione per incorporazione una società già esistente incorpora una o più società che perdono in tal modo la loro individualità, cessando di esistere. Si parla di Acquisition quando una società diventa proprietaria di un’altra, ad esempio attraverso l’acquisto di azioni o quote. Talvolta l’acquisizione precede un processo di fusione.

Questi strumenti di crescita, indicati come M&A, presentano dei vantaggi considerevoli come l’opportunità di sviluppo dimensionale, l’implementazione del know-how aziendale, l’espansione nel mercato, l’acquisizione di nuove competenze/risorse possedute dall’impresa acquisita (sovente le operazioni di M&A hanno lo scopo di acquisire delle risorse intangibili come i marchi, brevetti o segreti industriali), il miglioramento della redditività che deriva dalla razionalizzazione delle strutture delle imprese coinvolte, l’ingresso in nuovi mercati geografici, l’acquisizione di nuovi importanti clienti, benefici fiscali derivanti dall’operazione e la diversificazione di portafoglio.
Gli svantaggi della crescita per vie esterne possono essere ravvisati nella perdita di clienti contrari all’operazione di fusione/acquisizione (per svariate ragioni tra cui possibili danni di immagine o conflitti di interesse), nelle resistenze organizzative poste in essere dalle risorse umane dell’impresa acquisita o dalle imprese fuse. Vale la pena segnalare che il tema della gestione delle risorse umane e della loro integrazione è di particolare rilevanza nel processo di post-merger. Vediamo ora il trend di queste operazioni.

Secondo il rapporto “Global Report” realizzato da Clifford Chance, il 2017 ha visto per ciò che attiene le operazioni M&A un rallentamento del mercato americano e di quello asiatico. Tra le cause di questo rallentamento è stata individuata la nuova politica di Pechino che vuole gli imprenditori locali impegnati a sostenere in primis lo sviluppo del proprio paese. A livello mondiale, la prima metà dell’anno non è stata entusiasmante, con operazioni per 1.437 miliardi di dollari, vale a dire il 24% in meno rispetto al secondo semestre del 2016.
Anche gli Stati Uniti hanno chiuso il primo semestre con operazioni di fusioni e acquisizioni per 627 miliardi di dollari, registrando un netto calo (del 34%) rispetto al periodo luglio-dicembre 2016. L’Asia ha registrato un calo del 31% nel confronto semestrale mentre l’Africa-Medio Oriente si è attestata a meno del 28% per un totale di 277 miliardi.L’America Latina mostra il risultato peggiore, con un meno 59%, per un ammontare di 27 miliardi. Piacevole constatazione è quella che riguarda l’Europa, in crescita nel settore delle M&A dell’8% registrando, tra gennaio e giugno del 2017, operazioni per 463 miliardi di dollari.
Il 2017 ha visto come protagoniste anche le aziende italiane sia per le fusioni che per le acquisizioni; il settore bancario delle M&A, in Italia, risulta quello più attivo.Le aziende italiane hanno rivestito un ruolo da protagoniste non più solo come aziende target, ma anche come promotrici di operazioni di aggregazione a livello internazionale.
Tra le prime cinque operazioni europee va annoverata la fusione Luxottica con Essilor, approvata a marzo 2018 dalla Commissione Europea dopo un’approfondita analisi del piano industriale. Un’operazione da 50 miliardi di euro che darà vita al leader mondiale dell’occhialeria.

Per quanto riguarda le acquisizioni, una delle più importanti riguarda quella che ha visto protagonista Lavazza nel 2016, che ha acquisito la francese Carte Noire per 700 milioni di euro. Interessante analizzare l’enorme potenzialità dell’operazione. Innanzitutto si tratta di due aziende similari per immagine, tradizione, qualità e complementari per segmenti di consumo (Lavazza è uno dei leader nel mercato francese del “fuori casa” mentre Carte Noire in quello domestico). Decisamente un’operazione di successo per caratteristiche di coesione aziendale, crescita dimensionale e penetrazione di mercato.
Investire nella crescita, infatti, è l’imperativo e la sfida che si pone di fronte alle aziende italiane e non!

La crescita dimensionale delle PMI italiane, conseguito anche grazie ad operazioni di crescita per linee esterne come operazioni di M&A, risulta essere ad oggi un dictat strategico per tutte quelle aziende alla ricerca di un vantaggio competitivo.
Se la dimensionalità ridotta comporta una certa flessibilità ai cambiamenti di mercato, nello scenario attuale di globalizzazione, le M&A possono rivelarsi utili alleati in un processo di espansione dell’impresa al di fuori dei propri confini. Nel caso citato della Lavazza, la Francia diventa il secondo mercato per il gruppo italiano dopo l’Italia. L’acquisizione rappresenta un passaggio decisivo nel processo di internazionalizzazione aziendale come affermato anche dall’Amministratore Delegato della Lavazza, Antonio Baravalle, che dopo la conclusione dell’operazione ha aggiunto “ora competiamo nel mondo”.

di Eleonora Cruciani