Come salviamo l’Europa dalla sua fine?

Nessun popolo s’è ancora mai ordinato secondo i principi della scienza e della ragione; non c’è mai stato un simile esempio, se non per qualche momento, per stoltezza. La ragione e la scienza hanno sempre avuto nella vita dei popoli, ora e dal principio dei secoli, un solo compito secondario e servile; e così sarà sino alla fine dei secoli. I popoli si compongono e si muovono con un’altra forza che comanda e domina, ma l’origine della quale è sconosciuta ed inspiegabile. Questa forza è la forza dell’insaziabile desiderio d’arrivare alla fine mentre allo stesso tempo si nega la fine. E’ la forza della continua ed incessante affermazione della propria esistenza e della negazione della, morte.
Lo scopo di ogni movimento popolare, in ogni popolo e in ogni periodo della sua esistenza, è unicamente la ricerca di Dio, del proprio Dio, di un Dio, assolutamente proprio e la fede in lui come nel solo vero. Dio è la personalità sintetica di tutto il popolo, preso dalle sue origine sino alla fine. Non è ancora mai successo che tutti o molti popoli avessero un Dio comune, ma sempre ciascuno ha avuto un Dio particolare. E’ indizio della decadenza delle nazionalità, quando gli dèi cominciano a diventar comuni. Quando gli dèi diventano comuni, muoiono gli dèi e la fede in essi e muoiono insieme gli stessi popoli. Quanto più forte è un popolo, tanto più particolare è il suo Dio. Non c’è ancora mai stato un popolo senza religione, cioè senza una nozione del bene e del male. Ogni popolo ha la propria nozione del bene e del male e un proprio bene e male. Quando presso molti popoli cominciano a farsi comuni le nozioni del bene e del male, allora i popoli si estinguono, e allora la stessa distinzione tra il bene e il male comincia a scomparire. Mai la ragione è stata in grado di definire il bene e il male, od anche di separare il male dal bene, sia pure approssimativamente; al contrario, li ha sempre confusi in modo vergognoso e meschino; mentre la scienza ha dato soluzioni brutali (…)”

io dubito di ridurre a Dio un semplice attributo della nazionalita’.

Ma Al contrario, innalzo il popolo alla crescita e lavoro. Ed è forse mai stato altrimenti? Il popolo europeo è il corpo di Dio lavoro. Ed ogni popolo è popolo solo finché possiede il suo dio particolare; finché esclude tutti gli altri dèi del mondo senza nessuna conciliazione finché crede che col proprio dio vincerà e scaccerà dal mondo tutti gli altri dèi. Così hanno creduto tutti i popoli dal principio dei secoli, tutti i grandi popoli, almeno, tutti quelli che si sono in qualche modo segnalati, tutti quelli che sono stati alla testa dell’umanità. Non si possono negare i fatti. Gli ebrei non vivevano che per aspettare il vero Dio, ed hanno lasciato al mondo il vero Dio. I greci divinizzavano la natura ed hanno legato al mondo la loro religione, cioè la filosofia e l’arte. Roma ha divinizzato il popolo nello Stato ed ha lasciato ai popoli lo Stato. La Francia durante tutta la sua lunga storia non è stata che l’incarnazione e lo sviluppo dell’idea del dio romano, e se ha precipitato, infine, nell’abisso il suo dio romano e si è data all’ateismo, che si chiama per ora da loro socialismo, l’ha fatto unicamente perché l’ateismo è più sano del cattolicesimo romano. Se un grande popolo non crede che la verità sia in lui solo (proprio in lui solo ed esclusivamente in lui), se non crede di esser lui solo capace di risuscitare e salvar tutti con la sua verità, e di esser chiamato a farlo, esso si converte subito in materiale etnografico, e non è più un grande popolo. Un vero grande popolo non può mai rassegnarsi a una parte secondaria nell’umanità e nemmeno a una parte principale, ma vuole assolutamente ed esclusivamente la prima. Se perde queste fede non è più un popolo
L’Europa oggi ha perduto la distinzione del bene e del male, perché ha cessato di conoscere il vero popolo. Una nuova generazione va sorgendo, direttamente dal cuore del popolo europeo fatto di giovani democratici, col lavoro; che e’ l’essenza del vivere europeo.

di Francesco Di Tommaso