La Germania migliora i conti pubblici

Il rapporto debito/Pil in Germania scende dall’81% al 65,25%. Dopo la crisi del 2012 i conti migliorano, e Berlino sembra prendere una strada inversa rispetto a Roma. In Italia, infatti, il debito pubblico – seppure ora in lieve discesa – negli ultimi anni passa da 1.190 miliardi a circa 2.200. Durante la crisi il nostro Paese ha perso 8,8 punti percentuali di Pil, mentre in Germania questo è aumentato del 4,3%.

Per la Germania la capacità di abbattere il debito è indubbiamente frutto di una scelta programmatica, anche se molto ha inciso l’affidabilità creditizia. Il diktat anti-debito è una priorità assoluta, inserito persino in Costituzione nel 2009. Molto hanno fatto però altri tre fattori: il quantitative easing e le pensioni. La riduzione della spesa per interessi ha un suo ruolo fondamentale, come pure il basso numero delle persone che andranno in pensione.

Un dato è importante. La Germania programma l’abbassamento del debito perché sa che in futuro la spesa pensionistica salirà. Il rapporto debito/Pil nel 2050 potrebbe arrivare al 149%, con un rating previsionale pari a  “BBB”. A fine 2017, la Germania deciderà così di portare 500 miliardi di bond nel bilancio della Bce. L’emissione di titoli di Stato è negativa, in quanto vengono collocati meno titoli di quelli da rimborsare in scadenza. Questo grazie al surplus. L’avanzo primario dal 2011 è del 2%.

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