Roma e Milano, un confronto imbarazzante. Ecco cosa emerge nei ranking mondiali

L’economia è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale. Le due città più importanti d’Italia, Roma e Milano, non fanno eccezione a questo principio. Solo che a scendere è la Capitale, mentre il  capoluogo lombardo va in tutt’altra direzione. Il riferimento sono i principali ranking mondiali, che periodicamente evidenziano il grado di competitività delle maggiori città globali. Il confronto fra Roma e Milano salta così all’occhio, visto le differenze economiche che esistono tra le due città. A testimoniarlo sono innanzitutto i geografi dell’Università di Loughborough, i quali reputano Milano una metropoli Alpha, collocata subito dopo le grandi città mondiali di successo, mentre Roma deve accontentarsi di un modesto Beta+. Questo dato rileva un gap che emerge dalle maggiori ricerche internazionali.

E’ recente la pubblicazione del Global Power Index 2017, redatto dalla Fondazione giapponese Mori. Redatto per la prima volta nel 2008, il Global Power Index valuta le città in base al loro “magnetismo”, ovvero al loro potere complessivo di attivare i talenti e le imprese dall’estero. La classifica si basa su sei categorie di indicatori: economia, ricerca & sviluppo, interazione culturale, vivibilità, ambiente e accessibilità. Ebbene, nella classifica delle 44 città più influenti al mondo, Roma è  esclusa. Un colpo profondo per una città già caratterizzata da un tessuto economico stremato. Milano, invece, scala alcune posizione e raggiunge il 32° posto, preceduta da Kuala Lumpur e seguita da Bangkok. La classifica, sebbene veda ai vertici ancora città come Londra, New York, Tokio,  Parigi e Singapore, non è affatto statica. Diverse metropoli – a differenza di Roma – sono apparse recentemente nel ranking: Vienna (14esima), Zurigo (18esima), Barcellona (24esima) e Ginevra (34esima).

Quella del Global Power Index non è l’unica analisi che evidenzia il trend sbilanciato tra Roma e Milano. Ne esistono anche altre, pubblicizzate dai media. C’è ad esempio la Quality of Living Survey dello Studio Mercer, società di consulenza di New York. Qui viene misurata la qualità della vita. Il risultato? Milano si posiziona 41esima e Roma 57esima. Come se non bastasse, poi, il declino della Capitale è progressivo: la città, nelle ultime 5 edizioni, si trova ancora nella 51esima posizione. Un discorso analogo avviene con un’altra graduatoria mondiale: il Global Cities 2017, realizzata dalla società di consulenza statunitense AT Kersey. Nell’indagine, che comprende 128 città mondiali – in base al business, al capitale umano e all’impegno politico -, la previsione per il 2017 vede Roma 49esima e Milano 33esima.

Roma e Milano sono due città che navigano in direzione opposta. Lontane poco meno di 600 chilometri eppure agli antipodi. La prima retrocede verso il Sud del mondo, la seconda tenta di avvicinarsi al Nord. Si è in presenza di due modelli economici differenti. A Roma domina il caos mentre a Milano l’ordine. Roma è fatta di politiche indiscriminate e destrutturate, a Milano si punta sull’innovazione e gli investimenti di sistema. I dati economici, nazionali, testimoniano ulteriormente questa frattura. Il PIL a Milano è aumentato negli ultimi anni dell’1% mentre a Roma è sceso del 6%. Il valore aggiunto (la ricchezza prodotta) a Milano è cresciuto dell’1,5% mentre a Roma si è ridotto del 5%. Un confronto imbarazzante, dunque, se si tiene conto dell’inutilizzazione delle risorse potenziali che la Capitale possiede rispetto alla sua rivale occidentale.

di Luigi Gentili

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