Proporzionale o maggioritario? Il voto e il mix tra due formule elettorali

Per capire il funzionamento di un sistema elettorale occorre conoscere le diverse modalità di voto. I sistemi elettorali oscillano  tra maggioritario e proporzionale. Quello che cambia in Italia, dopo l’egemonia del proporzionale, è il mix che va a comporre la formula elettorale adottata. Iniziamo quindi a evidenziare le differenze tra maggioritario e proporzionale. Nei sistemi elettorali maggioritari gli elettori votano in collegi uninominali, dove a vincere è il candidato che ottiene anche un solo voto in più rispetto agli altri partiti. Può essere a turno unico, come in Gran Bretagna e nei vari Paesi della diaspora anglosassone,  oppure a doppio turno, come nella Quinta Repubblica Francese.

Oltre al modello inglese a turno unico, il sistema maggioritario presenta due varianti: il sistema australiano del voto alternativo  – anch’esso a turno unico – e quello francese del doppio turno, con la clausola di accesso al secondo turno. Nel caso australiano vengono classificati tutti i candidati in ordine di preferenza: vince o chi ottiene la maggioranza assoluta – caso molto raro – o chi passa dopo la distribuzione delle preferenze dei candidati di volta in volta esclusi in quanto privi del numero minore di prime preferenze. Nel caso francese esistono invece due sistemi elettorali: il ballottaggio tra i due candidati più votati (per l’elezione del presidente della Repubblica) e la vittoria del collegio uninominale che, al primo turno, raccoglie la maggioranza assoluta dei voti (per l’elezione dell’Assemblea Nazionale, la camera bassa del Parlamento francese).

Per quanto concerne il sistema proporzionale esistono diverse varianti. Il principio di base, fondato sul rapporto proporzionale tra percentuale di voti ottenuti e seggi assegnati, presenta un grado elevato di variabilità. Tranne alcune eccezioni, come nel caso dell’Olanda e di Israele, dove esiste una sola circoscrizione per coprire tutta la nazione, e far emergere i piccoli partiti (anche con solo il 2% dei voti), la suddivisione in circoscrizioni genera sempre qualche disproporzionalità nell’assegnare i seggi. Generalmente, nelle circoscrizioni piccole le soglie di sbarramento sono elevate. Per ovviare i pericoli di un’eccessiva frammentazione del sistema dei partiti, sono state introdotte delle soglie percentuali di voti: 5% in Germania, 4% in Svezia, 3% in Spagna.

In Italia, dal 1946 al 1992, il sistema elettorale era proporzionale, con circoscrizioni grandi. Nelle circoscrizioni più estese, come quelle di Roma-Latina-Viterbo-Frosinone, o Milano-Pavia, con 50 seggi riuscivano ad ottenere un seggio anche i partiti che raggiungevano il 2% dei voti. Attualmente il sistema proporzionale viene utilizzato da 85 Paesi. Uno dei sistemi più efficienti è stato in Germania il proporzionale “personalizzato”,  con soglia di sbarramento. Qui, nella stessa scheda, possono essere espressi due voti: il primo per i candidati e il secondo per i partiti nei Land. Molti elettori tedeschi hanno votato per i candidati vincenti dei partiti più forti (Democristiani e Socialdemocratici) e, strategicamente, per i partiti disposti ad allearsi nella coalizione preferita. Il sistema ha impedito la frammentazione politica, temuta dai tedeschi dai tempi della Repubblica di Weimar. Nella tragica esperienza di quest’ultima, non a caso, era presente un sistema proporzionale senza correttivi.

Le formule elettorali che dal 1992 in poi sono state adottate nel nostro Paese hanno cercato di dare una risposta al problema dell’efficacia elettorale. Questo attraverso un mix di proporzionale e maggioritario, di volta in volta differente. Nel 1993 è stato adottato il Mattarellum, passando da un sistema proporzionale ad uno che combinava maggioritario e proporzionale (con soglia di sbarramento del 4% per la quota proporzionale). Nel 2005 tale sistema è stato sostituito dal Porcellum, rafforzando la componente maggioritaria del sistema elettorale (con diverse soglie di sbarramento). Nel 2015, con l’Italicum viene adottato un sistema proporzionale per produrre effetti maggioritari (sbarramento del 3% solo per la Camera; il Senato doveva essere abolito dal referendum costituzionale). Ricordiamo che la Corte Costituzionale riformulerà le ultime due leggi elettorali approvando il Consultellun I e II, al fine di eliminare alcune distorsioni (soglie minime di voti per i premi di maggioranza e liste bloccate). Quali sono stati i risultati?

A parte il Porcellum, che rappresenta la peggiore legge elettorale della nostra Repubblica su tutti i versanti, a iniziare dalle liste bloccate, sia il Mattarellum che l’Italicun nascono con gravi deficit. E’ il politologo Gianfranco Pasquino ha sintetizzare i limiti di entrambi i sistemi. Il Mattarellum produce una larga frammentazione del sistema partitico, vede la formazione di alleanze eterogenee, presenta liste bloccate per il recupero proporzionale ed è inquinato dal proliferare di “liste civetta”. L’Italicum, invece, genera una profonda “distorsione” della proporzionalità, con l’assegnazione di un premio in seggi che consentirebbe ad un partito di raddoppiare il bottino al primo turno. Inoltre, il 65% dei parlamentari è ancora nominati dall’apparato di partito.

Il Consultellum I e II non garantisce la governabilità, è inutile ripeterlo, mostrando anche delle notevoli differenze tra la legge alla Camera e quella del Senato. Tutte le speranze vengono poste così sull’attuale Rasatellum, la nuova legge elettorale che presenta il 36% di collegi uninominali e il 64% proporzionale, più piccole liste bloccate e sbarramento del 3%. Indubbiamente è una legge indispensabile per sciogliere il nodo del governo para-tecnico oggi esistente e andare alle urne in tempi brevi. Sarà una legge che garantirà la governabilità del Paese? Difficile dirlo ora. Una cosa però è certa, i listini dei nominati, per la parte proporzionale, potevano anche essere evitati, come pure le pluricandidature.

di Alfred Taylor

Be the first to comment on "Proporzionale o maggioritario? Il voto e il mix tra due formule elettorali"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*