La corsa del made in Italy. Vola l’export con Usa e Brics

I dati Istat confermano il sesto rialzo consecutivo dell’export italiano. In dieci mesi il commercio internazionale extra-UE cresce dell’8,7%. Un dato eccezionale, quest’ultimo, che testimonia la capacità dei nostri imprenditori  orientati all’export di seguire i trend economici globali. Se vengono scelte le imprese italiane, piuttosto che quelle tedesche, è perché viene garantito anche un buon livello di qualità. Il gap con la Germania si sta riducendo, e potrebbe anche sparire. Le stime di crescita 2017 vengono così triplicate rispetto all’anno precedente, toccando quota 3,6%. Gli acquisti provengo in larga parte dagli Stati Uniti, ma anche da Paesi come Cina, India o Russia.

Nell’export con questi Paesi cresciamo più dei nostri concorrenti europei. Verso gli Stati Uniti, le nostre esportazioni hanno superato anche quelle della Francia. Questo, in parte, grazie al Piano straordinario per il made in Italy, che ha contribuito a valorizzare le produzioni italiane all’estero. Spicca poi l’upgrade tecnologico, con l’attenzione  crescente  verso l’industria 4.0.

Tra i settori trainanti c’è il farmaceutico, con produzioni che addirittura dall’estero si spostano verso l’Italia. Viene poi il settore dell’auto, con risultati eccellenti in Paesi come il Brasile, la Russia o l’Argentina. A spingere, in questo caso, è sopratutto la meccanica del made in Italy, oggi in forte progresso. E’ una meccanica veloce e flessibile, dove la richiesta di nuove tipologie di auto, ibride o elettriche, richiede la riprogettazione di molte componenti industriali. Oltre alla farmaceutica, l’auto e la meccanica hi-tech gli altri settori trainanti sono l’agroalimentare, che accresce il suo appeal, nonché la moda e il design.