Piero Gilardi, arte e attivismo politico in mostra al MAXXI

Roma, 12 04 2017 Fondazione MNATURE FOREVER. PIERO GILARDI a cura di Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini. ©Musacchio & Ianniello ****************************************************** NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l' avvenimento in oggetto, per una ripresa dello stesso o comunque per pubblicazioni riguardanti la Fondazione MAXXI ********************************************************

Piero Gilardi, artista, critico, teorico, è una delle figure più poliedriche del panorama artistico attuale. Sin dagli anni 60 sperimenta ricerche artistiche d’avanguardia. Uno stile contaminato da svariati generi: antiform, arte povera, arte comportamentale. Il tutto plasmato da un modo originale ed eclettico di mostrare spazi e verità nascoste della vita, della natura. Un artista che ama lo spettatore e lo vuole portare a prendere coscienza della crisi economica e sociale in cui vive. L’artista diventa un attivista che coinvolge lo spettatore portandolo a cambiare il modo di organizzare la vita e la società. Come diceva John Fitzgerlad Kennedy: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”. L’artista diventa l’input, lo stimolo per cambiare davvero le cose. Un leader che crea unione e cooperazione fra le persone. La mostra “Nature Forever” (che è stata esposta al MAXXI nel settembre del 2017), rappresenta tutti gli aspetti della sua attività, i grandi temi che hanno caratterizzato la sua opera. Il centro delle sue ricerche è il rapporto uomo-natura, riletto in chiave contemporanea. L’industrializzazione, le tecnologie, cambiano, modificano la natura spesso non in modo positivo. Gilardi ci vuole fare capire che i nuovi media, le nuove tecnologie ci devono essere ma non devono essere troppo invasive. Devono dare all’uomo la possibilità di scoprire la natura e se stesso. L’arte ci deve far riflettere su come possiamo convivere in equilibrio con il nostro ambiente, con il nostro mondo. Bisogna riflettere sui temi dell’ecologia, della biopolitica, dell’etica, e della sostenibilità. L’arte si identifica con la vita e diviene parte di essa. L’opera è multiforme: oggetto, azione, progetto, riflessione teorica, impegno militante. La sua finalità è fortemente etica e sociale. L’artista viaggia molto fra l’Europa e gli Stati Uniti, imparando da svariati movimenti e correnti: Neodadaismo, Pop Art, NouveauRealisme e l’Internazionale Situazionista. Collabora con diverse riviste d’arte: “Flash Art”, “ArtsMagazine”, “Konstrevy”, “Robho”. In queste sviluppa le sue riflessioni critiche e teoriche sulla transizione della società da industriale a post-industriale, confrontandosi con filosofi contemporanei: Foucault, Deleuze, Marcuse, Guattari, Illich. Negli spazi da lui fondati come il “Deposito d’arte presente”, autogestito e autofinanziato, crea una rete di artisti, animati da preoccupazioni comuni intorno ai temi dell’individualità, l’energia primaria e la percezione. Diventerà anche consulente di curatori internazionali come Harold Szeeman e WimBeeren per progetti espositivi che diverranno storici, come la mostra “WhenAttitudesBecome Form” Kunsthalle, Berna, 1969. Questa attività continuerà anche negli anni successivi, concentrandosi sui temi della sostenibilità ambientale biopolitica, sulle conseguenze dello sviluppo tecnologico. Il suo progetto artistico culturale più recente (2008) è il PAV di Torino, Parco d’arte vivente. Opera collettiva costituita da un grande parco alla periferia di Torino. Tutti gli artisti creano installazioni site-specific, che pongono al centro della sua attività la sensibilità ecologica, l’educazione estetica e l’inclusione sociale. Il percorso della mostra è un insieme multisensoriale e percettivo che porta lo spettatore in un bagno di sensazioni ed emozioni.Un viaggio reale dentro la natura e la tecnologia alla scoperta di nuovi modi di relazione e di condivisione dell’arte e dell’ambiente. Nelle prime opere Piero Gilardi rappresenta una società del futuro, cibernetica. Attraverso l’utilizzo di materiali poveri tende ad incorporare nel suo lavoro tecnologie e manufatti industriali. L’obiettivo è quello di esplorare le possibilità di trasformazione dei materiali non convenzionali, per produrne elementi con cui assemblare o inventare una nuova idea di natura. Nel 1966 Gilardi espone per la prima volta il Tappeto-Natura che lo renderà celebre a livello internazionale. Nei Tappeti Natura e in “Igloo” 1964, l’artista mette in scena una natura artificiale seguendo i dettami del realismo. I diversi elementi sono ricostruiti in modo minuzioso, ma con il poliuretano espanso, materiale lontanissimo da quello naturale. In questo modo le abitudini percettive e le esperienze del fruitore sono continuamente messe in discussione e relativizzate. L’oggetto viene svuotato dalle sue caratteristiche materiali ma la sua riproduzione realistica evoca uno scenario naturalistico di luoghi, immagini, esperienze personali. In mostra sono esposte molte di queste opere. Ad esempio “Pietre” 1968-poliuretano espanso, “Macchina per discorrere” 1963- legno apparato elettronico, “Mare” 1967-poliuretano espanso, “Igloo” 1964-poliuretano espanso scolpito, “Vestito stato d’animo”, 1964, indumento modificato e dipinto su manichino, “Rotolo di tappeto natura” terre di montagna, poliuretano espanso 1966. Sono opere esperienziali, che portano l’essere umano a relazionare con la natura, scoprire l’ambiente naturale per conservarlo e proteggerlo. Piero Gilardi, come sopra detto sviluppa svariati tipi di stili,forme artistiche. Nell’opera “Omaggio ad Arcimboldo” 1986, poliuretano e colori, rivisita l’arte antica in modo ironico e giocoso. Un’opera dell’ Arcimboldo dalle forme soffici e rigonfiate, che assomiglia alla caricatura di un politico.Gilardi si avvicina molto a un Daumier post-moderno che ritroviamo soprattutto nelle animazioni politiche. I mascheroni di Gilardi e i suoi slogan, colpiscono la psiche dello spettatore. Attraverso un mix di linguaggio satirico e violento, l’artista spinge la collettività a cambiare.L’artista dà anche voce al linguaggio dei dipinti dei pazienti diversamente abili dell’Atelier di Aurora 1982. Le animazioni antropologiche hanno un profondo significato ecologico e sociale. L’artista sensibilizza le diverse comunità al rispetto dell’ambiente e ad un attivismo finalizzato alla lotta per la conquista dei diritti umani. La “Historia De Rodolfo Rodriguez, 1981 è una animazione antropologica con i bambini lavoratori del quartiere di San Judasmanagua (Nicaragua). “Stop pollution!”1983, è ambientata nella riserva di Akwesasne, isola di Cornwall Island, Canada. In mostra è esposto anche un plastico progettuale del PAV, Parco di Arte Vivente, 2007, poliuretano, legno. “Apiaria”, 2016 è una videoinstallazione, alveare, legno, monitor. Questa opera rappresenta il legame dell’uomo con gli animali (le api), con la loro operosità da cui l’uomo ricava l’alimento per vivere. Ciò che affascina della natura (sostiene l’artista), è la sua circolarità: nascita, vita, morte, rigenerazione. Nelle animazioni politiche, Piero Gilardi, lega l’arte alla politica. Un’arte che vuole dare voce ai movimenti studenteschi, alla contro-informazione, alla realtà manicomiale, alle fabbriche. Un’arte che vuole svegliare, aprire la mente dello spettatore per creare unione, collettività di fronte ai governi sempre più insensibili e autoritari. L’artista crea maschere per le proteste di piazza. Maschere e manifesti per le manifestazioni di piazza, caratterizzati da una espressione allegra, satirica, entusiasmo popolare. Mentre gli attivisti indossano tali maschere, si trasformano in accesi performingartists, che informano la gente comune al superamento delle diseguaglianze economiche, all’importanza di mantenere le risorse naturali e saper costruire una vera democrazia. La gommapiuma si trasforma in questa fase da strumento per reinventare l’habitat, un ambiente naturale a mezzo per elaborare l’habitus dell’uomo attraverso i mascheroni, le animazioni teatrali, i carri allegorici. Queste opere, molto vicine all’estetica del bricolage, consentono allo spettatore di essere sempre più al centro di simboli e significati. Le loro forme biomorfiche, sono vettori di potenti messaggi etici e sociali. “Mascherone Agnelli”, poliuretano espanso 1977, “Il mondo non è in vendita” realizzata per la manifestazione del G8 di Genova, poliuretano espanso. Sono opere che contestano la politica di tanti uomini di potere e un capitalismo autoritario e indiscriminato. “Il masso della crisi” (2012-2017), lattice di gomma/latex è un’opera che rappresenta il peso della crisi economica mondiale su tutta l’umanità, penalizzando soprattutto le fasce più deboli. In mostra vi sono anche molte vignette degli anni 70. Altre opere politico-satiriche, di carattere allegro e giocoso sono: “La mela e il bruco”1983-2016, poliuretano espanso-legno, “Guerre-terrorismo”2016, poliuretano espanso, plastazote, bambù, “Inverosimile”1989. In questa opera  come in altre installazioni di New Media Art dell’artista, lo spettatore viene coinvolto direttamente al centro dell’opera, stimolando la sua partecipazione e multisensorialità. Gilardi indaga il rapporto tra natura e progresso scientifico e tecnologico. Secondo l’artista, la realtà virtuale, la pervasività mediatica, non dovrebbero essere utilizzate come strumenti di controllo sociale. L’installazione artistica ha come obiettivo quello di sviluppare le relazioni fra individui, che sviluppano la consapevolezzadell’emergere di un nuovo Io, molteplice e collettivo, a favore di una nuova e più equa coscienza ecologica e di maggiore giustizia sociale. Per esempio “Phosphor”, 2008, installazione interattiva. “Ipogea”, 2010, installazione interattiva. Favoriscono e incoraggiano l’uomo a imparare dal mondo naturale, ad essere in equilibrio con la natura. L’economia dovrebbe essere con la natura e al servizio di essa. Non deve correre, ma portare l’essere umano verso uno sviluppo sostenibile, equo e solidale.

di Piermarco Parracciani

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