Lavorare in team, dentro e fuori l’impresa

Il lavoro in team è un indicatore fondamentale per capire lo stato di salute di un’impresa. Le aziende nevrotiche, infatti, sono basate sull’individualismo e la gerarchia, due fattori oggi anti-team. I cambiamenti del mercato e l’instabilità dell’economia esigono decisioni sempre più veloci all’interno di ambienti di lavoro flessibili. Anche l’interdisciplinarietà diventa importante, insieme al ruolo della leadership nel promuovere il cambiamento.

Il team rappresenta l’avanguardia nel management delle risorse umane. Rappresenta una garanzia per mantenere l’azienda flessibile, consentendo anche di prendere decisioni complesse e veloci. Nel team le persone danno il meglio di sè. Sono motivate ed entusiaste e possono esprimere il loro poteniale e la loro professionalità. Il team ha la capacità di autogestirsi, nel rispetto degli obiettivi programmati, e questo da alle persone la sensazione di essere padroni del proprio avvenire.

Con il team cresce la produttività economica ma anche il benessere umano, due traguardi, questi, di ordine materiale e immateriale. L’uso delle nuove tecnologie, poi, facilita questo processo, visto che l’innovazione si basa sulla creatività e quest’ultima esige un’organizzazione per progetti, fatta di team che lavorano in sinergia. Non a caso le imprese attive nel settore high tech, sono state tra le prime a sperimentare il lavoro di squadra. Laddove esiste il lavoro individuale e la piramide aziendale, invece, l’innovazione diventa impossibile.

Ecco allora che l’impresa post-fordista diventa al suo interno una rete di team che lavorano su progetti determinati. Questa azienda si chiama adhocrazia, in termini tecnici. Ora inizia a prendere piede in diverse realtà produttive, anche nel nostro Paese. Lavorare in team, dentro un’azienda, non è però più sufficente. E’ necessario anche che ogni team collabori anche con altri team appartenenti ad organizzazioni esterne. Questa è la prova più grande. E’ arduo far collaborare dei team appartenenti ad imprese diverse, in un Paese come il nostro, perchchè esiste ancora una cultura particolaristica, refrattaria alla collatorazione inter-organizzativa. Questa sarà pertanto una delle prossime sfide che attendono la nostra classe dirigente.

di Nicola Rossi

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