Crisi dell’edilizia: ripartire dall’efficenza energetica

I dati del tracollo nell’edilizia, e la crisi occupazionale che ha colpito il settore negli ultimi anni in Italia, è sotto gli occhi di tutti. Analizzando i dati di Roma e dell’area metropolitana. la situazione è ancora più allarmante, con una perdita di 30.000 posti di lavoro e la chiusura di 4.000 imprese. Senza considerare il suo indotto, questo è il settore produttivo romano più colpito dalla crisi.

Le ragioni e le motivazioni del tracollo sono molteplici. Purtroppo la crisi che ha colpito questo settore affonda le radici nella mancanza di investimenti pubblici, dovuti a vincoli e patti di stabilità, ai quali sono legati gli enti pubblici locali, nonostante la disponibilità di fondi.

Il dato più allarmante, rispetto agli investimenti, riguarda però quelli privati nella città di Roma. Il dato negativo e la differenza fra la capitale e le altre città europee non ha paragoni. La differenza è enorme anche tra le diverse città in Italia. Se ad esempio consideriamo gli investimenti negli ultimi anni, fra Roma – dove questi ultimi sono stati nell’ordine di circa 880 milioni – e Milano, a fronte degli investimenti ricaduti, la cifra è nell’ordine dei 4,4 miliardi. Praticamente 5 volte maggiore.

Il problema fondamentale è dovuto, come prima causa, a problemi burocratici e di tempistica. E’ dovuto ai tempi di risposta alle domande, o alle richieste dei singoli cittadini, piuttosto che a problemi delle società che intendono investire sulla città. In effetti, non si investe a Roma perché non è prudente: la macchina amministrativa è in mano ai burocrati, con i suoi tempi e i suoi meccanismi, sempre meno sicuri e vischiosi.

Un altro settore, che era da traino in tale contesto, era quello immobiliare. Si tratta di un mercato che negli anni passati era fondamentale. Questa crisi, nonostante il prezzo degli immobili sia sceso del 4%, non vede la luce alla fine del tunnel.

I motivi? Eccoli: la richiesta del mercato bassa, i tassi di interesse in discesa,  l’accesso al credito o al finanziamento ristretti.

Far ripartire il settore edile è di vitale importanza per la nostra economia, attraverso nuovi percorsi. C’è la necessità di rilanciare questo settore attraverso l’efficientemento energetico degli edifici esistenti, sia pubblici che privati, attraverso l’utilizzo dei numerosi finanziamenti, messi a disposizione dai fondi europei diretti e indiretti e attraverso gli sgravi fiscali.

Tutto ciò, però, passa attraverso uno studio degli edifici esistenti e un intervento sulle problematiche esistenti, liberando la nostra città dalle prese della burocrazia e delle sua lentezze. E’ qui che gli amministratori e la politica devono intervenire, in maniera drastica e decisa.

Nel sesto rapporto annuale redatto dall’Enea, a cui hanno preso parte vari esponenti della politica, fra cui il ministro Marianna Madia ed il vice ministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova, oltre che il presidente dell’Enea Federico Testa e il presidente del GSE Francesco Sperandini, si è discusso a lungo di efficienza energetica. E’ emerso è che negli ultimi 3 anni, grazie agli eco bonus, gli investimenti sono aumentati notevolmente nel nostro paese. Circa 9,5 miliardi di euro di investimenti in questo triennio.

E’ importante constatare che c’è stato anche un notevole risparmio energetico, stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro, per quanto riguarda il consumo di petrolio e di gas importato dall’Italia.

Di comune accordo GSE ed Enea hanno messo a punto un piano industriale, denominato Task Force, che sarà molto utile per sostenere la pubblica amministrazione. Esso servirà per la riqualificazione energetica, per ciò che concerne edifici pubblici e per quanto riguarda quelli di recente costruzione sul nostro territorio nazionale.

Inoltre, porterà anche negli anni a venire benefici a livello occupazionale, dato che vi sarà bisogno di personale da impiegare in sempre nuove posizioni lavorative.

Circa 300000 posti di lavoro sono stati generati ogni anno da questo settore, nel periodo oscillante tra il 2013 e 2016. Si calcola che nell’ultimo decennio il sistema degli Eco bonus abbia portato benefici per circa 30 miliardi di euro nel settore e circa 3 milioni sono gli interventi effettuati per la riqualificazione degli edifici già esistenti. Molte famiglie italiane nell’ultimo ventennio hanno beneficiato di un risparmio notevole, grazie agli incentivi fiscali ottenuti.

Circa 14 milioni gli interventi effettuati, fra riqualificazioni energetiche e recuperi edilizi, per più della metà degli italiani. Un settore sempre in evoluzione ed espansione anche per il futuro, dove si spera possa creare ulteriori possibilità occupazionali, anche per le nuove generazioni.

di Vittorio Velenosi e Lorenzo Scafa

Be the first to comment on "Crisi dell’edilizia: ripartire dall’efficenza energetica"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*