Nuovo marketing: ostentazione positiva attraverso i sensi

Il branding sensoriale è un elemento fondamentale e necessario per rendere completa la preparazione di chi agisce sul mercato. È un tipo di marketing che riesce a collegare l’aspetto emozionale dei consumatori a un particolare marchio; la finalità è ovviamente la seduzione dell’acquirente, il quale viene – evidentemente – influenzato a livello emotivo e comportamentale mediante complesse tecniche. L’idea che il consumatore acquisti in base alla propria razionalità e in base alle esigenze dettate dalla ricerca della soddisfazione del bisogno, è ormai superata. Effettivamente, ciò che spinge i clienti all’acquisto è qualcosa che va oltre la semplice razionalità e che comprende dimensioni cognitive, comportamentali, relazionali ed emozionali.
La scoperta di questo nuovo approccio, dà vita a ciò che oggi è chiamato “marketing dei sensi” e che aiuta il venditore a creare un rapporto continuativo con il cliente attraverso la fidelizzazione inconscia di quest’ultimo.
Il branding sensoriale, facendo leva sui cinque sensi, valorizza i prodotti rendendoli più attrattivi e dando loro un valore aggiunto.
La vista è il senso più anticamente usato nel marketing poiché fornisce un primo impatto notevole sul cliente attraverso la sistemazione dell’ambiente, la scelta del logo, i caratteri specifici di un prodotto e, infine- ma non ultimo per importanza- il colore del marchio. Per quest’ultimo, uno studio ha dimostrato che esiste una relazione reale tra l’uso dei colori e la percezione dei clienti sulla personalità del brand; infatti alcuni colori sono fortemente legati a particolari aspetti (il marrone alla rudezza, il viola con la raffinatezza e il rosso con l’eccitamento). È fondamentale ricordare agli agenti sul mercato che l’importante non è allineare il colore della marca ai comuni stereotipi, ma fare in modo che il colore scelto supporti e sia coerente con la personalità del brand.
La percezione utilizzata, invece, per evocare emozioni e per suscitare ricordi di un determinato messaggio, è il suono. La musica, infatti, è il miglior modo per poter influenzare il comportamento di un consumatore nell’atto d’acquisto.
Il tatto è utilizzato per lo più per creare un’interazione fisica con il prodotto, mentre il gusto è usato fondamentalmente da marchi di bevande e cibi che offrono degustazioni e assaggini ai clienti.
La vera novità dal punto di vista del marketing sensoriale è l’utilizzo dell’olfatto come elemento, che sfruttato da qualche anno, ha riscosso enorme successo e grandi risultati. Uno studio da parte della Rockfeller University, infatti, dimostra che – nel breve periodo – ricordiamo solo l’1% di quello che tocchiamo, il 2% di quello che udiamo, il 5% di quello che vediamo, il 15% di quello che gustiamo e il 35% di quello che odoriamo.
Il neuro marketing è una disciplina che studia, appunto, come il 75% delle emozioni siano innescate dai profumi; la tecnica seduttiva si basa sull’impiego di particolari fragranze studiate per influenzare il morale e l’umore del paziente provocando una permanenza maggiore nel negozio, un ottimo ricordo, un rapporto continuativo di fiducia e sicuramente anche un incremento delle vendite.

di Giulia Toccaceli