Un’economia circolare dove tutto è risorsa

In un’economia globale, sempre più caratterizzata da economie emergenti e aggressive, dove milioni di consumatori si affacciano con maggiore presenza e, o addirittura per la prima volta, il consumo di materie prime e la richiesta delle stesse, diviene sempre più pressante e non più sostenibile produttivamente.
L’utilizzo ancora, di sistemi economici- produttivi lineari, è un concetto ormai non più appropriato e possibile. Una visione economica ormai superata, come la visione di un sistema, quello dell’economia lineare, nel quale una volta consumato il bene, lo stesso termina il proprio ciclo vitale divenendo un rifiuto, obbligando la filiera economica a ripetere continuamente lo stesso schema, cioè estrazione, produzione, consumo, smaltimento.
Partendo da questo concetto e dalla posizione oggettiva, della sempre minore disponibilità di materie prime, dalla loro scarsa disponibilità, nel nostro paese, che ne è povero, rivedere e correggere in maniera appropriata il nostro ciclo produttivo, passando da quello lineare, ad un sistema circolare, diviene fondamentale, concepire un sistema produttivo chiuso, dove le materie prime secondarie divengono necessarie per essere competitivi, fornendo uno strumento per rendere più concorrenziali le aziende, dal quale esse, trarrebbero enormi benefici, in termini economici. Un concetto lineare di ciclo produttivo e di consumo, che prevedeva invece la fine del percorso produttivo, in discarica e quindi lo smaltimento dei rifiuti. Esso era un modo errato di concepire economia e in un contesto non più appropriato. Finalmente nasce la visione di un’economia circolare, dato che in un percorso di sviluppo sostenibile e di green economy, mettere la cosiddetta economia circolare, al centro di uno sviluppo, dove il bene o il sistema produttivo del bene, viene considerato come un organismo vivo, così come in natura, nullaè considerato rifiuto, ma al contrario risorsa per il sistema.
L’Economia circolare, è concepita per potersi rigenerare da sola. E’ dunque un sistema, in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo tale, che i rifiuti di ognuno di noi, divengano risorse per l’altro. In un sistema circolare, i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile. Non si creano rifiuti perché’ non sono concepiti, anche in quei prodotti, che al raggiungimento del loro ciclo di vita, non diventeranno mai uno scarto del sistema produttivo, bensì una risorsa, che rimarrà all’ interno di un sistema produttivo chiuso, in maniera di essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore aggiunto.
Il passaggio da economia lineare a quella circolare, richiede tutta una serie di cambiamenti radicali, che soltanto grazieall’aiuto dei soggetti in questione,può avvenire. Dovranno avere un supporto, tutte le componenti coinvolte, i cittadini, ma soprattutto gli imprenditori e la classe politica. Loro saranno i traghettatori di questo nuovo modello produttivo e saranno loro gli attori principali, ognuno con le proprie responsabilità, affinché i necessari e opportuni cambiamenti, diventino nell’ insieme catene di valore aggiunto, dove concepire una nuova progettazione dei prodotti dei beni, fino a giungere a nuovi concetti di mercato ed impresa, passando per nuove metodologie di gestione di rifiuti in risorse. I consumatori finali dovranno essere incentivati e stimolati, in un percorso di riduzione dei rifiuti e formati, per poter ottenere una raccolta differenziata ottimale, così come le attività produttive, dovranno essere raggruppate nei loro bacini e settori di competenza,affinché prodottie sottoprodotti di lavorazione non divengano scarti, cioè rifiuti, ma materie prime secondarie di produzione, per altri settori, creando una simbiosi produttiva.

Rivedere il processo produttivo degli imballaggi e più in generale del bene di consumo e dei servizi, pensandoli per essere funzionali per un’ economia circolare, creando e progettando gli stessi, considerando una maggior vita, con il riutilizzo ed al contempo stesso facili da riciclare e da scomporre, se composti da vari materiali, considerando il riutilizzo dei prodotti e soprattutto delle materie prime secondarie, come capacità rigenerative di risorse naturali ,instaurando e creando un nuovo tipo di relazione simbiotico, fra le attività produttive ed il consumatore finale. Si crei quindi un circuito virtuoso, che tagli i costi di approvvigionamento di materie, ed una minore dipendenza dai paesi fornitori, fornendo uno start ed un impulso ad una maggiore crescita e occupazione qualificata, contenendo e riducendo la produzione di rifiuti, ed emissioni nocive per il pianeta.

Le fasi sono interdipendenti, in quanto le materie possono essere utilizzate a cascata: ad esempio le imprese si scambiano i sottoprodotti, i prodotti sono rimessi a nuovo o rifabbricati, oppure i consumatori optano per sistemi prodotti- servizi. Tutto questo enorme sforzo, racchiude un vero e proprio cambiamento del sistema produttivo, contribuendo a dare un forte stimolo innovativo, che apporterà cambiamenti su tutti i livelli, dalle tecnologie usate, passando per la riorganizzazione dei concetti produttivi, di società, metodi e delle politiche in generale.
Alcuni settori produttivi del Nord Italia, hanno già compreso come utilità, la disponibilità di avere materie prime secondarie a costi minori, come una grande opportunità per i sistemi produttivi locali.
Settori e prodotti che stanno acquisendo consapevolezza, che l’impresa deve rimodellare e ripensare il modo di fare prodotto, per far sì che una volta immesso sul mercato il consumo del loro bene, esso divenga strumento fondamentale dell’ economia circolare, realizzando notevoli risparmi nei settori energetici e di approvvigionamento delle materie prime, avviando in questo modo, un percorso che l’Europa ci chiede da anni, esortandoci ad agire, per progredire verso un’economia più imperniata sul riutilizzo e riciclaggio di alta qualità e molto meno sull’uso di materie prime.
In una logica di economia circolare, i prodotti sono progettati in modo di prevederne dall’inizio la destinazione finale e l’innovazione diviene il centro di tutta la catena di valore, invece di cercare attraverso soluzioni praticabili, al termine del ciclo di vita. Per garantire il funzionamento ottimale del sistema, occorre evitare per quanto possibile, che le risorse fuoriescano da tale circolo.

di Vittorio Velenosi

 

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