Lazio Digital Valley. Per una nuova visione dell’industria

Attraverso la Call for Proposal del programma di reindustrializzazione VAL Valore Aggiunto Lazio, la Regione Lazio ha inteso raccogliere le proposte che scaturite dai territori strutturando un processo di analisi, verifica e selezione che ha condotto all’individuazione degli interventi regionali necessari per il riposizionamento di specifici contesti territoriali e/o filiere produttive, di sostegno alla trasformazione dei sistemi imprenditoriali verso l’innovazione tecnologica e organizzativa, l’internazionalizzazione, l’attrattività dei mercati, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e le reti d’impresa.

CNA Industria Cinema e Audiovisivo, insieme a Città Metropolitana di Roma Capitale, in sinergia le proprie imprese associate imprese, ha presentato una proposta di riposizionamento della Filiera dell’Audiovisivo denominata Lazio Digital Valley, in grado, se realizzata, di far ripartire il motore di un comparto che oggi soffre di una crisi strutturale aggravata dalla messa in discussione dei modelli produttivi tradizionali apportati dall’avvento del digitale, e che, per il momento, sona stati più subiti che non utilizzati come risorse rigenerative.

Il Lazio è senza dubbio la regione protagonista del settore audiovisivo, in termini di numero di imprese, occupati e fatturato. Delle oltre 9.000 imprese che compongono l’universo delle strutture attive del settore circa 1.300 hanno sede nel Lazio e rappresentano quindi una quota pari al 14,8%. Gli occupati delle imprese laziali costituiscono il 37,8% del totale del settore in Italia, e questo valore supera il 45% nel caso delle attività di produzione e distribuzione cinematografica. Il Lazio, inoltre, rappresenta un polo imprenditoriale fondamentale per la produzione della fiction, ospitando circa il 70% delle imprese attive in questo genere.

Nel 2009 il settore audiovisivo ha risentito della crisi economica ed ha registrato una contrazione di tutti i principali indicatori (fatturato, valore aggiunto, occupazione, investimenti). Inoltre, se si confrontano i dati nazionali con quelli dei principali competitor europei, il mercato audiovisivo continua a perdere posizioni; i ricavi registrati nel 2013, nel segmento cinema, video, IPTV, Tv pubblica e Avd.Tv sono più bassi di quelli registrati in Francia, Germania e Regno Unito.

Il contesto competitivo è fortemente cambiato; l’innovazione tecnologica del digitale, la convergenza con Internet e la crescita esponenziale dei contenuti video su internet sta determinando l’ingresso di nuovi operatori e lo sviluppo di modelli di business innovativi, oltre a richiedere reti sempre più performanti, in grado di veicolare tali contenuti.

Per far fronte alle debolezze strutturali del settore, in particolare rispetto ai competitor internazionali, è necessario porre in essere un piano di reindustrializzazione del settore che tenga conto del nuovo scenario globale e che abbia il suo epicentro laddove tale industria, storicamente, si è sviluppata, ovvero nel Lazio e in particolare nell’Area Metropolitana di Roma. La strategia di reindustrializzazione va legata allo sviluppo di nuove tecnologie e va integrata strettamente con i servizi alla produzione e alle ricadute economiche sul territorio, in modo da porre solide basi per lo sviluppo economico degli anni a venire.

La Proposta di riposizionamento avanzata da CNA verte sull’intera filiera del settore interessata dai mutamenti tecnologici derivanti dalla convergenza digitale (promozione/produzione/industrie tecniche/distribuzione/diffusione e fruizione) e si articola, nel Lazio e nell’Area Metropolitana di Roma, su 3 direttrici* territoriali indicando per ciascuna di esse una peculiare vocazione che dovrebbe essere sostenuta ed implementata attraverso l’allocazione di risorse pubbliche mirate in grado di attrarre ingenti investimenti privati.

Obiettivo finale della Proposta è quello di individuare le azioni in grado di dare una risposta al sistema produttivo del cinema e dell’audiovisivo e alle sue esigenze di riorganizzazione strutturale attraverso un progetto sistemico, integrato e intelligente, che operi sull’intera filiera dell’audiovisivo. Cna Industria Cinema e Audiovisivo ha inteso dunque con questa proposta impostare una strategia di rilancio industriale che porti alla nascita di un nuovo modello di sviluppo territoriale spingendo le realtà produttive locali verso processi di riposizionamento competitivo e le imprese a mettere in campo azioni di internazionalizzazione e innovazione, costruendo reti e creando sinergie con i centri di ricerca. Una strategia che dovrà essere necessariamente condivisa e frutto del confronto con gli enti locali, le associazioni di categoria, le parti sociali e il mondo scientifico, un processo di ricollocazione del sistema industriale sul campo delle nuove tecnologie e della catena internazionale del valore che potrebbe permettere al settore di contribuire al conseguimento dell’obiettivo UE di alzare la quota manifatturiera del Pil dal 15 al 20% entro il 2020 e aumentare nel Lazio, per quella data, di due punti percentuali il peso del manifatturiero nel Pil, dal 6 all’8%.

di Marco Luca Cattaneo

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