Turismo e artigianato a Roma

Crolla un ponte. Sotto il profilo economico è una cosa negativa o positiva?
Una consolidata norma di economia afferma che tale evento solo apparentemente può considerarsi negativamente in quanto se si effettua una approfondita disamina il fatto è senza dubbio una favorevole opportunità sotto vari profili.
Infatti, pur in considerazione del costo delle materie prime ed altro, da tale situazione ne può nascere un risveglio dell’economia con nuovi posti di lavoro per molte persone.
Nella fattispecie si osserva che l’anno 2015 ha fatto registrare a Roma un sia pur lieve decremento del turismo, in controtendenza con le altre città d’arte italiane ove gli arrivi sono risultati in discreto aumento rispetto all’anno precedente. Questo, nonostante il “Giubileo della Misericordia” che comunque, ad onor del vero, è iniziato solo negli ultimi mesi dell’anno.
Si premette, ovviamente, che quanto sopra è dovuto in buona parte alla crisi economica in atto e lo si nota anche dal fatto che per la prima volta il turismo nella Capitale ha fatto registrare le presenze di italiani, inferiori a quelle di stranieri.
C’è però un altro motivo che ha determinato questa incresciosa situazione: a Roma ci sono oltre 170 musei, una innumerevole quantità di chiese nonché moltissime opere d’arte a cielo aperto e non sempre è stato possibile effettuare i dovuti restauri a tale ingente patrimonio artistico.
Ora, perciò, è venuto il momento di impiegare le opportune risorse al fine di effettuare una completa opera di miglioramento di tutti i reperti. Si potrà così risanare l’asfittica economia cittadina, rendere più appetibili le nostre opere d’arte e nel contempo far diminuire la disoccupazione in tutto il Lazio.
Roma, come noto, abbonda di esperti artigiani e le università oltre che le varie scuole professionali (fra cui in particolare La Scuola delle Arti e Mestieri) sfornano continuamente restauratori di elevata caratura.
Nella scia di quanto sopra, tenuto anche conto che un’ottimale preparazione è fondamentale per l’ottenimento di lavori e/o prodotti di elevata qualità, Roma potrebbe così tornare ai fasti di alcuni decenni addietro quando era la vera capitale morale dell’artigianato italiano.
In particolare, si ritiene opportuno riferire di un episodio occorso allo scrivente nel maggio del corrente anno: in una via del centro capitò di incontrare, in una vecchia bottega, un artigiano che intarsiava esclusivamente pupazzi in legno raffiguranti Pinocchio.
Nell’ammirare questo anziano signore che armato soltanto di scalpellino e martello incideva il legno, sembrò di intravvedere nel volto raffigurato del prodotto stesso (forse per la suggestione del noto racconto di Collodi) come qualcosa di vivo: praticamente un’anima. Sensazione che non è mai stata provata nell’osservare le miriadi di prodotti vari (decisamente dozzinali) provenienti dall’estremo oriente.
L’auspicio è quindi che Roma diventi una vera Smart City. Si potrà così accennare ad un vecchio detto: “del tempo che passa, è piacevole guardare la gente che resta, ma soltanto quella vera”. E ciò che resta deve rappresentare Roma ovvero i romani che hanno il dovere di tramandare lo splendore della Città Eterna.

di Angelo Brasi

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