Le periferie, una risorsa per Roma Capitale?

La Capitale sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua lunga esistenza. Le recenti vicende di criminalità organizzata stanno infliggendo il colpo di grazia  ad una economia già da molto tempo incerta.

Si può affermare, infatti, che da almeno tre decenni la modesta attività industriale dell’hinterland cittadino (incentrata in larga parte nella zona sud: Pomezia e dintorni) mostra segni di marcata debolezza.

Senza voler scomodare i fasti dell’antichità, Roma, collocata in una delle posizioni più amene del mondo, nei secoli scorsi è stata sempre fiorente ed attiva grazie alla centralità della chiesa cristiana che dava modo di costruire edifici sacri in continuazione con lavoro,  pertanto, assicurato  ad operai, commercianti ed artigiani. Dopo, diventata una capitale “laica”, è rimasta comunque operosa ed importante con i suoi ministeri ed uffici pubblici.

Oggi, in questa fase di grande incertezza sarebbe opportuno riavviare l’economia cittadina tenendo ben presente il “focus” dei punti che la Capitale porta sicuramente a favore: è la città con il maggior numero di opere d’arte al mondo ed è collocata, come accennato, in un contesto climaticamente ineguagliabile.

Per tale motivo, assodato che una reindustrializzazione dell’area sarebbe forse inutile se non addirittura dannosa, si ritiene che la cosa migliore da fare è quella di sfruttare al meglio le potenzialità turistiche.

Se si tiene conto del principio che la crescita economica e sociale di una città deve necessariamente partire dalla riqualificazione delle periferie,  si potrebbe ad esempio tentare di puntare ad una valorizzazione della zona di Ostia. Si dovrebbero quindi innanzitutto  migliorare i collegamenti con Roma e bisognerebbe adoperarsi per provvedere ad incrementare(dopo ovviamente severi controlli preventivi) il numero delle strutture ricettive sul litorale. In relazione alla vicinanza con il centro della città, tale periferia potrebbe diventare per i turisti ancor più appetibile della riviera romagnola.

Allo stesso tempo il maggior afflusso turistico in città porterebbe ad un  miglioramento dell’economia sotto vari profili e ad un aumento delle entrate dei numerosi  musei.

Parimenti, in diverse altre periferie cittadine si potrebbero istituire centri di specializzazione giovanile per l’addestramento in vari ambiti (commerciale, artigianale, servizi ecc.). Inoltre, per i giovani più geniali ed intraprendenti si potrebbe promuovere l’avvio di start-up innovative ai sensi delle recenti norme sulla specifica materia. In merito è opportuno aggiungere che tali ultime imperdibili opportunità potrebbero avere un successo addirittura clamoroso qualora i rapporti fra le Istituzioni e le banche incaricate diventino più collaborativi.

Per concludere è indispensabile bandire nel modo più assoluto ogni forma di pessimismo e/o disfattismo in quanto a Roma devono assolutamente  tornare  la fiducia e la coesione. Bisogna arrivare al punto di avere lo stesso atteggiamento positivo che ha sulla propria città un parigino o un londinese: “anche un romano dovrà sempre affermare di essere orgoglioso di appartenere alla cittadinanza capitolina”.

di Angelo Brasi

Be the first to comment on "Le periferie, una risorsa per Roma Capitale?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*