Lo sviluppo dell’Apea

Le imprese romane devono ormai entrare in un’ottica di sviluppo sostenibile prendendo in attenta valutazione gli aspetti ambientali connessi, non solo per rispettare le regole di un mercato sempre più green e la sensibilità maggiore dei consumatori, ma perché questo significa aumentare la propria competitività su un mercato globale sempre più sensibile, aggressivo e competitivo, visto la presenza di economie molto forti per via dei costi minori della manodopera.
La gestione ambientale delle aree industriali era fino a qualche anno fa un argomento nuovo, quasi un tabù, della quale era ancora difficile immaginare un’applicazione alla realtà romana. E’ mancata la cultura e la sensibilità ambientale, non capendo che uno sviluppo più accorto potesse essere un valore aggiunto nella produzione di beni e servizi e non un freno.
Le attenzioni verso queste tematiche sono strumenti irrinunciabili per una riqualificazione e un rilancio economico e di equità sociale di un territorio. Al contrario, una loro gestione non equilibrata verso questi fattori porta ad una potenziale fonte di pressioni sull’ambiente e sulle comunità circostanti.
Nasce da queste considerazioni il tema delle APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata), un concetto produttivo che si sta rapidamente affermando in Italia negli ultimi anni: si tratta di aree industriali da trattare come “luogo ambientale”, oltre che di sviluppo economico, urbanistico e sociale. Sempre più spesso le regioni e le province hanno recepito la normativa italiana del Decreto Bassanini (art. 26 D. Lgs. 112/98) sulle Apea, riuscendo ad unire le varie necessità produttive con le esigenze e le richieste sempre maggiori di territori e popolazioni sulle tematiche ambientali.
Nascono così aree produttive ecologicamente attrezzate, dove il dialogo ambientale e le necessità produttive condividono esperienze, risorse ed obiettivi e dove tutti gli attori vengono coinvolti nel processo realizzativo, dalla sua formazione allo sviluppo pratico. Le Apea vanno quindi viste come un luogo dove si sperimentano ed attuano azioni in una specie di collettività virtuale, dove gli interventi sono indirizzati sia al rispetto delle normative che alla soddisfazione di esigenze ed aspettative ambientali delle imprese insediate e delle comunità locali. L’obiettivo è quello di aumentare la competitività delle aziende abbassando quel disaggio sociale che molto spesso si crea intorno alle area industriali.

Attraverso la gestione di infrastrutture e servizi collettivi realizzati, dimensionati e concertati con la comunità e con le imprese residenti, è possibile risolvere le questioni ambientali in modo più efficace consentendo però alle imprese di migliorare le proprie performance ambientali a fronte di minori oneri: questa è una delle linee di principio che ispira questo percorso.
Il modello di Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata non deve essere visto dalle realtà interessate come un’imposizione esterna, come un ostacolo allo sviluppo economico, ma piuttosto come uno strumento di valorizzazione del territorio e di crescita della competitività, quella competitività che molto spesso rende le nostre aziende poco appetibili dal mercato dei bene e servizi, visto gli enormi costi fissi che devono sostenere. Invece l’Apea si sviluppa secondo un principio di gestione ambientale comune che porta vantaggio per tutti. Il mondo imprenditoriale evolve e i territori si dotano di politiche e strumenti volti al loro rafforzamento.
Ma che cos’è una Apea in termini pratici? E’ la gestione e la risposta a delle problematiche comuni facendo rete; ormai non possiamo più considerare le singole attività produttive come soggetti avulsi dal territorio, esse sono un’unica entità, passatemi il termine “viva”, e nasce da qui la necessita di rispondere in maniere unica.

Tutto questo con l’obiettivo di un uso collettivo degli impianti e delle infrastrutture inserite all’interno dell’area. Penso ai depuratori, alle isole ecologiche per il recupero dei materiali, agli acquedotti industriali (il recupero delle acque piovane può dare un contributo alla diminuzione dei flussi potabili) o ai sistemi produttivi energetici comuni e di efficientamento energetico, alla banda larga etc.
Cosi come dovrà essere in rete la gestione di servizi (comune e unitaria) che si occupi del funzionamento dell’Apea stessa: gestione, raccolta dei rifiuti, sicurezza e i servizi erogati in generis. Tale soluzione garantisce la possibilità di sviluppare ed elaborare programmi volti a migliorare una gestione ambientale con interventi che grazie alla condivisione di risorse e di finanze abbattono i costi e migliorano il loro risultato.                                                                                                                                                  Tutte le Apea hanno obiettivi comuni ,sia strutturali che di gestione (gestione unitaria dei servizi collettivi, programmi ambientali di area, sviluppo improntato sulla sostenibilità ambientale della produzione e gestione).  Anche le aree industriali romane produttive, ma anche quelle ormai in crisi o abbandonate possono accompagnare questi cambiamenti, rispondendo da vicino alle esigenze delle imprese e dei cittadini.
Cosi come potrebbe passare anche da questo strumento di riqualificazione il rilancio occupazionale e sociale delle nostre periferie perché questo strumento può diventare la strada maestra di una politica rivolta all’aumento della competitività del territorio, in senso economico, sociale ed ambientale.
L’area metropolitana di Roma mette a disposizione di questo nuovo strumento produttivo tutta una serie di aree che vanno dai poli tecnologici, alle aree produttive di beni e servizi di Roma, passando per il mercato agroalimentare per finire in tutto quel settore turistico romano che è recettore di milioni di turisti.
Queste aree, dal momento che sono caratterizzate dall’applicazione dei principi dell’industrializzazione ecologica (cioè quelli della green economy) devono tendere ad una serie di principi che riconvertano le nostre aree industriali verso una nuova ecologia produttiva o/e alla adozione di sistemi di gestione ambientali comuni, facendo rete di impresa.
Mirare a chiudere i vari cicli di produzione e con essi i cicli di materie, acqua, energia e servizi in generale mettendo in comune, e gestiscono tali problematiche come un’unica e sola entità.

di Vittorio Velenosi

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